la Sicilia dentro la Sicilia

COLLANA GRANDI OPERE

Veste editoriale:
formato cm 23X33 - pagine 256,volume cartonato

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Dirigo questo giornale da quasi mezzo secolo.
Mi hanno preceduto due grandi siciliani: Alfio Russo, divenuto in seguito direttore del <>, e Antonio Prestinenza, raffinato uomo di cultura. Fu l'intuizione di mio zio Domenico Sanfilippo, un agricoltore liberale, a far nascere <> in un periodo storico delicato: si usciva da una guerra sanguinosa lasciandosi alle spalle il fascismo, e in Italia era palpabile il desiderio di voltar pagina e ripartire.
Noi siciliani eravamo chiamati a fare la nostra parte, che non era di poco conto considerato il divario esistente - già prima che scoppiasse la guerra - tra Nord e Sud: il rischio era quello di restare ai margini nella ricostruzione di una nuova società democratica. Un quotidiano poteva rappresentare, in quel momento, un punto di riferimento per una terra dal passato travagliato e dal presente incerto, dando voce alle aspirazioni di chi voleva vivere ancor più che sopravvivere. Molti cercarono altrove un luogo in cui ricominciare a sperare, altri rimasero a lottare e a lavorare in Sicilia. Io sono cresciuto con coloro che sono rimasti, condividendo l'impegno di non abbandonare questa terra a sé stessa.
Abbiamo raccontato la cronaca, con la professionalità di diverse generazioni di giornalisti, e abbiamo espresso opinioni, grazie ad una libertà patrimonio di tutti ed anima di una civiltà tesa ad una democratica convivenza.
<> ha sempre rispettato la libertà e la pluralità delle idee, ed anche per questo motivo è il quotidiano più letto nell'isola. Forti della nostra indipendenza di stile e di pensiero, abbiamo saputo fronteggiare anche gli attacchi più duri e le accuse più ingiuste che, tuttavia, non ci hanno abbattuto né ci hanno fatto cedere alla tentazione di cercare scorciatoie o abbozzare scuse. Siamo invece andati avanti, più motivati, percorrendo la stessa lunga strada fatta di onestà intellettuale, indipendenza politica e rispetto del lettore. In un periodo di crisi economica - che non risparmia l'informazione - continuare a produrre un foglio libero da ipoteche di partito è senza dubbio un'opera di grande volontà e sacrificio: nonostante ciò guardiamo fiduciosi al futuro, perchè la passione per questo lavoro fa superare difficoltà e amarezze, senza cedimenti a compromessi o a paure per il rischio che spesso si corre.
Un giornale è, soprattutto, vita: di una comunità di uomini che lavorano e di una società di uomini che fanno politica e cultura. Dentro queste due dimensioni si è specchiata, e continuerà a farlo, <>. E con essa gli altri mezzi di informazione, dalla televisione ad internet, nati da questa casa madre e necessari per superare i settant'anni: i primi di una vita che ci auguriamo lunga, per il giornale e per i nostri lettori.
Con lo stesso spirito di quando si cominciò, il 15 marzo 1945.
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